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Nata e cresciuta in quel di Roma, ho iniziato a sognare avventure lontane già dalla tenera età.

Qualcuno diceva che ero curiosa, altri che non mi accontentavo mai, ma io dovevo andare, dovevo vedere. Una ragazzina però, cosa può mai decidere? E così ho passato l’adolescenza pensando che quel piccolo e rumoroso quartiere di periferia, fosse tutto il mio mondo. Finito il liceo mi sono iscritta all’università, studiavo Biologia Marina e mi piaceva molto, ma l’Italia si sa, non offriva granché già allora, così dopo qualche anno, mi sentivo stretta anche lì, e mi sono messa alla ricerca di un lavoro. La domanda peggiore dei miei vent’anni era “Cosa vuoi fare?”, un totale incubo afflitto da adulti che avevano fretta, fretta di vedermi dietro una scrivania, o in un negozio, o a servire ai tavoli, qualunque cosa, basta che sia una decisione rapida.

“Hai 23 anni” mi dicevano “devi pensare a cosa vuoi fare”.

Cosa voglio fare. Mi ricordo che a quei tempi ero perdutamente innamorata di un giocatore di pallavolo, non perdevo una partita, che belli i 20 anni! Così un giorno pensai “Devo portargli qualcosa che lo colpisca”. Beh, io che in vita mia avevo fatto al massimo un ciambellone al cioccolato, tentai la mossa dei muffin tutti gusti. Volete sapere com’è andata a finire? Mi sono innamorata perdutamente dei muffin più che di lui. Ancora oggi se ci penso vorrei ringraziarlo, quella che oggi è la mia professione, è nata così per caso, o per amore.

 

 

Siamo nel 2021, e oggi sono 13 anni che ho intrapreso la carriera di Chef pasticcere. All’improvviso era tutto molto chiaro, volevo far felici gli altri con qualcosa di buono. La mia povera famiglia faceva la cavia per i primi disastri, ho perso il conto di tutte le volte che hanno dovuto mangiare cose crude, bruciate, impazzite e via dicendo, ovviamente la scena si concludeva sempre con un “Buonissimo!!” un po’ strozzato. Vi voglio bene famiglia, scusatemi!!

Ho iniziato in una piccola e storica pasticceria di Viale Libia, ma dentro di me scalpitavo, pensavo sempre “Chi vuole passare tutta la vita nello stesso posto?”. E così dopo qualche mese ho trovato lavoro a Milano e mi sono trasferita lì. Mentre imparavo, l’Italia iniziava a starmi sempre più stretta, è una sensazione strana, in qualche modo mi sono sempre sentita estranea a casa mia, diversa dalle persone che avevo intorno. Mentre gli altri si adagiavano nella propria routine quasi fosse un destino definito, io fantasticavo di partire per isole tropicali in mezzo al nulla.

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Anche se sognavo una vita in pareo, la realtà mi riportava a terra, avevo bisogno di lavorare e di fare esperienza, se volevo realizzare il mio sogno più grande. Così ho iniziato a viaggiare per qualche anno in Nord Europa, vivendo tra Francia, Belgio, Lussemburgo e Inghilterra. Quegli anni sono stati il mio bagaglio più importante, sia a livello lavorativo che personale. Viaggiare soli insegna lo spaesamento. Quando sei tu nel mondo, con le strade che sembrano tutte uguali, la lingua diversa, i profumi diversi, e quella fragile sensazione che nonostante te la fai sotto, sai che alla fine te la caverai, come hai sempre fatto.

Mia madre mi racconta sempre che quando ero piccola dicevo a tutti che volevo andare a vivere ad Honolulu. Vi lascio immaginare i commenti di amici e parenti. La metà non sapeva neanche dove fosse Honolulu.

Dicono sia tutta colpa di Merlino…

Io invece mi sono sempre sentita chiamare dalle Hawaii. Non ho ricordo di un momento preciso, mi ricordo solo che mentre crescevo pensavo di essere nel posto sbagliato. E quando la gente mi chiedeva perché proprio le Hawaii io non sapevo mai rispondere, dicevo solo che mi sentivo chiamare. E vi lascio immaginare i milioni di volte che mi sono sentita dire “Ma dove vai?!”. E’ così, spesso le persone non amano i sogni degli altri, si stancano solo ad ascoltarli. Una delle mie frasi preferite è “Osa, che a rinunciare ce la fanno tutti!”. Ed è proprio così che è andata.

 

 

Vivo ad Honolulu da un anno e mezzo, e sono la persona più felice del mondo. Ci sono voluti 10 anni di sacrifici e impegno, ma niente mi ripaga di più dello svegliarmi ed essere finalmente in Paradiso.

Il mio viaggio più bello è appena cominciato, mi sento finalmente a casa anche se sono dall’altra parte del mondo e non vedo l’ora di scoprire cosa mi offrirà questa terra meravigliosa.

 

Se c’è una cosa di cui vado fiera è non essermi mai arresa. Non è sempre facile andare avanti quando non si ha il supporto del mondo esterno. Tantissime persone rinunciano ai propri sogni perché si lasciano convincere che non ne vale la pena.

VALE LA PENA. Ho pianto tutte le lacrime di felicità che avevo in corpo, quando mi hanno telefonato per dirmi che la mia visa era pronta e potevo partire. E’ come fare goal alla finale della Coppa del Mondo. In un istante se ne vanno la stanchezza, le delusioni, le opinioni altrui, le notti passate a fare colloqui con chi è a 12 ore di fuso orario. Ci sei tu e solo tu, con il tuo sogno realizzato.

E quindi miei cari sognatori, Never give up your Dreams!

Much Aloha,

Chiara

 

Per parlare con Chiara, chiedere consigli, ordini e condividere ricette: chiara.gio@hotmail.com e instagram IG @flourinparadise

 

 

 

 

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